L’attenzione

Uno scatto di Franco di Girolamo: Il piacere dell'ascolto!

Compagnia di Santiago…

Il giorno era ben oltre il tramonto…

 

Quando ieri ho saputo che Mariuzza non è più in questa vita, alzando gli occhi ho visto che la luna splendeva piena nel cielo…

 

Mentre il dispiacere si faceva preghiera accanto alla chiesa della “mia” nuova Missione, sentivo ancora più intenso il mio grazie per quel cuore rimasto giovane per più di novant’anni.

 

Ho ancora negli occhi l’immagine della prima volta che la incontrai, e mi rimangono care le parole con cui amava raccontare della prima volta che mi vide sull’altare, con le mani giunte, accanto a don Pino.

 

Accanto al suo caminetto acceso negli inverni rigidi di Castagna o seduto all’ombra della sua casetta fresca d’estate, ho conosciuto l’incanto di una donna sempre attenta e premurosa. Nelle sue parole, nei suoi gesti, nei suoi modi ho riconosciuto spesso l’infinita sollecitudine di Dio.

 

Tra le lacrime di un affetto profondo, da una distanza che lei non ha mai accettato, le sto dicendo davanti a Dio e alla parte del mondo che potrà sentire, tutto l’amore e la gratitudine che il cuore di un uomo può provare.

 

Ci sono legami che appartengono al sangue, altri che nascono e vivono come un abbraccio nell’anima!

 

Unito all’affetto dei suoi cari e alla preghiera della nostra chiesa, confido che ci ritroveremo.

 

Più che in ogni luogo!


Cammino sulle strade colorate delle Fiandre, 

respiro l’aria dolcemente fresca e luminosa del Limburgo, 
coltivo il verde della vita nella terra dei miei occhi… 

Ma più che in ogni luogo, 
la primavera vive insieme a te, 
qui nel mio cuore!

Voglio incontrarti…

Signore,

Se i nostri orecchi nel silenzio
comprendono le tue parole,
Se i nostri occhi al buio vedono la tua luce,
Se le nostre mani portano pace,
Se i nostri passi vanno verso chi ha più bisogno,
Allora il mondo si colora e trova vita…

Concedimi di incontrarti così, Signore!

La mia speranza…

Caro
Natale,
 
Mi fa piacere
trovare un tuo messaggio e avere un tuo contatto. Purtroppo le volte che sono tornato a casa,
abbiamo avuto modo solo di sfiorarci per strada e accennare un saluto… Ma
confido che il legame e l’affetto che ci viene dallo stesso sangue sia vivo
dentro di te come lo è in me.
 
Ho saputo,
telefonando a casa, delle
tensioni legate alla formazione delle liste
elettorali
. Mi meraviglia il fatto che una comunità come la nostra arrivi ad
esprimere tre liste. Potrebbe essere segno di un forte senso di partecipazione e
di passione per la crescita economica e sociale del nostro paese. Ma ho paura
che si tratti per l’ennesima volta della difficoltà a trovare un accordo tra chi
si candida, per lavorare insieme a politiche di promozione del territorio e di
chi lo abita.
E allora si
scade facilmente in una politica che rischia di non essere più un impegno
al servizio del bene comune.
 
Mi farebbe
piacere sapere che al mio paese in questi giorni si parla di
progetti per lo
sviluppo delle infrastrutture e dei servizi sociali
e che si dialoga per mettere
insieme le persone che hanno le qualità per assumersi la responsabilità di
realizzarli. Ma vedo che il problema invece rimane la composizione delle liste,
con candidati che probabilmente hanno come unico scopo quello di portare i voti
di parenti ed amici.
 
Forse è con
questi giochi che si vincono le elezioni, ma certo non è così che si fa il bene
della nostra comunità.
 
L’ideale
sarebbe che chi si candida a un ruolo di guida, discuta prima i progetti e le
strategie e si mostri pronto a sostenere qualcun altro pur di attuarli a
beneficio di tutti… Ma questo ha a che fare più con i candidati alla santità
che non alla poltrona di sindaco.
 
Ritornando alla
realtà così com’è, mi auguro che ognuno si senta libero di schierarsi dove
meglio crede e che la contrapposizione delle liste si accompagni al rispetto
delle persone e delle loro scelte, e delle relazioni umane che vengono prima e
sono al di sopra di tutti i partiti e di tutte le idee.
 
Mentre dentro
di me continuerò a sperare che venga il
tempo in cui i fatti rispecchieranno gli ideali
, ti auguro di contribuire
con la tua presenza, i tuoi gesti e le tue parole, all’edificazione di una
comunità che sappia cercare il progresso materiale rimanendo salda nei vincoli
di amicizia e fraternità. Lo auguro a te e a tutti quelli che a Palermiti e nel
mondo si sentono chiamati a lavorare al bene di chi gli sta
accanto.
 
Un caro saluto
e un abbraccio a tutta la famiglia!
 
                     Gregorio

N.B. Quanto ho riportato sopra è il contenuto di un’email scritta ieri a mio cugino Natale in riferimento al clima elettorale che caratterizza la vita del mio paese d’origine in questo tempo a cavallo tra inverno e primavera… Ho detto anche a lui che rileggendola mi sono accorto che avrei voluto dire le stesse cose anche agli altri candidati "per contribuire anch’io, almeno con lo spirito, al bene della nostra comunità". Non c’è nulla di strettamente personale, se non l’affetto con cui l’ho scritta al primo destinatario, che vale comunque per chiunque la leggerà :-)
 

Alla sera della vita

 
Heer, blijf bij ons
want het is avond en de nacht zal komen.
Blijf bij ons en bij Uw ganse kerk
aan de avond van de dag
aan de avond van het leven
aan de avond van de wereld.
 
Blijf bij ons
met Uw genade en goedheid
met Uw troost en zegen
met  Uw woord en sacrament.
Blijf bij ons wanneer over ons komt
de nacht van beproeving en van angst
de nacht van twijfel en aanvechting
de nacht van de strenge, bittere dood.
 
Blijf bij ons
in leven en in sterven
in tijd en in eeuwigheid.
                                                              (Martin Luther)
 
 
Resta con noi, Signore / perché è sera e sopraggiunge la notte.
Resta con noi e con tutto il tuo popolo /
alla fine del giorno / alla sera della vita / nel crepuscolo del mondo.
 
Resta con noi / con la tua grazia e la tua bontà / col tuo conforto e la tua benedizione /
con la tua parola e la tua presenza.
 
Resta con noi / quando su di noi scende la notte / di sofferenza e angoscia /
la notte del dubbio e della prova / la notte della severa, amara morte.
 
Resta con noi / nella vita e nella morte / nel tempo e nell’eternità!
 

…è la vita!

 
Questo oceano di meraviglia
 
capace di colmare gli abissi di domande e paure
con le sue onde possenti
 
che toglie il respiro
nell’incanto di un incontro
 
nella grazia del presente!
 
 
 

La gente più felice…

 
"La gente più felice non ha il meglio di ogni cosa,
ma apprezza  il meglio di ogni cosa che ha"
 
Non so a chi appartenga il Copyright di questa espressione, nè se l’ho trovata in un libro o in un PowerPoint, ma l’ho appuntata su un foglio che sta sempre sulla mia scrivania, ed ora è la mia preghiera e il mio augurio!

Modestia a parte…

 
Questa la devo raccontare a caldo…
Oggi ho usato per la prima volta in vita mia il forno per cucinare, e lo scrivo perchè è stata un’esperienza entusiasmante: per il corpo e lo spirito!
L’uomo è ciò che mangia e il cibo sostiene l’uomo nel suo vivere quotidiano… e te ne accorgi quando arriva l’ora di pranzo e senti il bisogno insopprimibile di colmare quel vuoto dentro di teA bocca aperta.
Così poco prima dell’una, ho visto sul piano della mia cucina un cesto di patate comprate una settimana fa, e le ho immaginate già rosolate in un piatto davanti a me. Non ci ho pensato due volte e mi sono tuffato nell’avventura: ho svuotato il forno dalle ferramenta parcheggiate là dentro e l’ho acceso a 180°. Ho sbucciato tre patate belle grosse e le ho tagliate a cubetti, poi ho cercato negli attrezzatissimi scaffali accanto al lavandino e ho disposto i cubetti di patata nell’insalatiera di terracotta che ho trovato. Mi è venuto in mente che forse dovevo bagnarli con un filo d’olio, e così ho messo le patate nel forno. Siccome in cucina non voglio invecchiare, ho alzato la temperatura del forno a 200°. Intanto avevo messo a bollire dell’acqua, perchè prima di vedere le patate avevo pensato di farmi un risotto, e in quell’acqua ho versato quasi tre pugni di riso tailandese (quello minuto, che si fa subito). Sapevo di dover aspettare comunque qualche minuto, così con la scusa di chiedere consiglio ho telefonato a casa per sentire mia madreCuore rosso.
Quando ho chiuso, ho visto che le patate già ingiallivano e il riso era quasi cotto. Ho versato mezzo cucchiaio di dado in polvere (quello che mi ha dato Barbara la scorsa estate) nella pentola del riso e dopo averlo girato per insaporirlo, l’ho scolato col mestolo dentro la pentola stessa e ho aggiunto il riso alle patate, tirate fuori dal forno giusto il tempo di fare l’operazione. Guardando l’insieme dietro il vetro del forno, ho intuito che ci voleva qualcosa di verde là sopra. Ho sminuzzato un ramoscello di prezzemolo belga (quello con le foglie arricciate: lo chiamo belga perchè in Calabria non l’ho mai visto), e l’ho sparso sulla pietanza che è rimasta ancora un minuto nel forno già spento. Davanti ai miei occhi avevo qualcosa di meravigliosoLinguaccia: patate al forno con riso lésso e rosolato e prezzemolo sparso. All’impresa mancava solo il giudizio del mio palato: una delizia!
 
P.S. Le patate erano un po’ crude… Ma mica potevo finire dicendo che quella meraviglia mi è rimasta sullo stomaco? Animoticon
 
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.